A quando la prevenzione?

I 38 casi di etilismo acuto registrati al pronto soccorso dell’ospedale Versilia in meno di un mese, con oltre la metà dei pazienti tra i 14 e i 25 anni, non sono una fatalità: sono il risultato di anni di sottovalutazione del problema.

Tutti si indignano quando un ragazzo finisce in ospedale, ma pochi sostengono concretamente le associazioni che ogni giorno lavorano per fare informazione e prevenzione. Si trovano risorse per gestire le emergenze, ma quasi mai per evitare che accadano.

Da anni volontari, educatori e operatori sociali lanciano l’allarme. Da anni chiedono più informazione, più presenza nelle scuole, più sostegno alle famiglie. Troppo spesso, però, vengono lasciati soli.

Come ricordano gli esperti, dietro l’abuso di alcol tra i giovani c’è un problema culturale, educativo e anche economico, dove il profitto viene spesso anteposto alla salute.

La domanda è semplice: dov’erano tutti prima che questi ragazzi arrivassero in pronto soccorso?

Se non si investe seriamente nella prevenzione e se non si sostengono le associazioni che operano sul territorio, continueremo a leggere gli stessi numeri, a piangere le stesse conseguenze e a commettere gli stessi errori. Perché l’emergenza nasce dal silenzio, mentre la prevenzione nasce dall’informazione. E l’informazione, oggi, è ancora troppo spesso lasciata sola.

Leggi l’articolo di Gabriele Buffoni sul Tirreno

Lascia un commento