Gioco D’Azzardo

L’essere attratti ossessivamente da qualsiasi attività che preveda una scommessa in denaro può portare alla perdita di tutti i propri averi, giocando alle slot machine, ai gratta e vinci e lotterie varie.
Questa è chiamata dipendenza dal gioco d’azzardo, ma come ci si riduce così? Come funziona la dipendenza da gioco d’azzardo?

Le persone affette da GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) giocano d’azzardo frequentemente e ripetutamente, spinte da un pensiero ossessivo estremamente difficile da controllare, in quanto contorniato da immagini e ricordi legati all’atto di giocare (i pensieri riguardano quasi esclusivamente le vincite passate, perchè le sconfitte finiscono molto spesso nel dimenticatoio). Il bisogno di giocare domina totalmente la vita e i pensieri di chi è dipendente, arrivando persino a influenzare negativamente la vita sociale (isolamento), lavorativa (minor produzione), e familiare (umore pessimo in quanto spesso si torna a casa senza soldi, oppure estrema euforia nelle rare volte in cui si torna a casa vincenti).
Il gioco d’azzardo patologico non è mai redditizio, tanto che la persona affetta da questo tipo di dipendenza è spesso senza soldi ed è alla continua ricerca di come recuperare qualche spicciolo per effettuare una nuova giocata. Spesso il giocatore patologico contrae debiti con conoscenti, amici, banche etc anche fino ad arrivare a grosse cifre.
Lo step successivo è quello di arrivare addirittura ad infrangere la legge per pagare i propri debiti o anche per evitare di pagarli.
Smettere, come tutte le dipendenze, è difficilissimo, tanto che quasi tutti i giocatori ci hanno provato tantissime volte, e il primo pensiero della mattina è quello del pentimento e la volontà di fermarsi, ma dopo qualche minuto l’astinenza porta all’irritabilità e al desiderio di andare assolutamente a tentare la fortuna per sperare di vincere e pagare qualche debito. Irritabilità che si protrae qualora la persona non riuscisse a soddisfare il desiderio ossessivo di andare a provare l’ennesima volta la fortuna.

Proprio come per le altre dipendenze, che troverete spiegate negli appositi paragrafi, l’indiziato principale è un neurotrasmettirore: la dopamina, o ancora più precisamente, quello che le dipendenze creano al sistema dopaminergico.

La dopamina ha un ruolo cruciale nel nostro cervello, che usa questo neurotrasmettitore per regolare in noi il senso di piacere e la motivazione. Quando si vince ad un gioco, il cervello rilascia dopamina nella regione del nucleo Accumbens, un’area associata al piacere e alla ricompensa, provocando euforia e benessere (purtroppo temporanei). Quando questa euforia e questo benessere finiscono, il cervello ha immagazzinato il metodo “semplice” per tornare ad essere euforici, chiedendo di poter vincere di nuovo e portando quindi la persona a ricominciare a giocare fino alla prossima vittoria (che però potrebbe non arrivare mai, fino a prosciugare il portafogli). Difatti ad ogni giocata si crea una senzazione di eccitazione e di benessere nello scommettitore in quanto si crede di essere vicino alla vincita e la associerà al gioco d’azzardo, tanto da dimenticare repentinamente di aver perso la scommessa per tentare di nuovo la giocata ricominciando il loop della dipendenza da GAP.

A lungo andare però, il cervello si adatta a questa costante stimolazione del sistema di ricompensa, diventando meno sensibile alla dopamina, portando il giocatore a dover scommettere di più e con più frequenza per tentare di avere una maggiore vittoria e quindi una maggior soddisfazione (necessaria per provare lo stesso piacere provato i primi tempi).

Quando il giocatore non può giocare, non produce dopamina (o ne produce in quantità insufficiente) tanto da arrivare alla tristezza e alla depressione, sensazione classica della crisi d’astinenza, che può portare il giocatore a tornare a giocare.

La dipendenza dal gioco d’azzardo può avere conseguenze devastanti nella vita di chi ne soffre: debiti, perdita del lavoro o della casa, rapporti con la famiglia e con gli amici che si deteriorano fino all’isolamento. Psicologicamente si finisce in depressione, ansia, insonnia e stress cronico (con tutte le conseguenze del caso)

(sii onesto e rispondi sinceramente, è per il tuo bene!)

(PGSI – Problem Gambling Severity Index (Ferris & Wynne, 2001, ad. it. Colasante et al., 2013). )

Solo tu puoi decidere se sei un giocatore patologico o meno. Se hai qualche dubbio prova a rispondere alle domande che seguono, assegnandoti 0 punti se rispondi MAI, 1 punto se TALVOLTA, 2 punti se SPESSO, 3 punti se SEMPRE
Pensando agli ultimi 12 mesi, diresti che:

  1. Hai scommesso più di quanto potessi realmente permetterti di perdere?
  2. Hai avuto bisogno di giocare più soldi per ottenere la stessa sensazione di eccitazione?
  3. Sei tornato a giocare con il proposito di recuperare il denaro perso, per “rifarti”?
  4. Hai chiesto prestiti o hai venduto qualcosa per avere i soldi per giocare?
  5. Hai pensato di avere un problema con il gioco d’azzardo?
  6. Hai pensato che il gioco ti abbia creato problemi di salute, inclusi stress e ansia dovuti ai debiti?
  7. Alcune persone ti hanno criticato per il tuo modo di giocare o ti hanno accusato di avere un problema di gioco, a prescindere dal fatto che tu ritenga sia vero o no?
  8. Hai pensato che il gioco ti abbia causato problemi economici o ne abbia causati al tuo bilancio familiare?
  9. Ti sei mai sentito in colpa per il tuo modo di giocare o per ciò che accade quando giochi?

Se hai totalizzato 0-1 punto: NON HAI LA DIPENDENZA da gioco d’azzardo.
Se hai totalizzato 2-5 punti: SEI FORTEMENTE A RISCHIO DIPENDENZA
Se hai totalizzato 6+ punti: SEI DENTRO LA DIPENDENZA, contatta subito uno specialista.

NOTA BENE: Questo test di autovalutazione rappresenta solo una guida preliminare e non deve essere utilizzata per una diagnosi, per la quale è necessario un accertamento da parte di uno specialista.

Come tutte le dipendenze, per superarla c’è bisogno di aiuto psicologico e medico. Noi qui siamo pronti per fornire il primo, con un gruppo di auto-mutuo aiuto pronto per accogliere la persona e la famiglia intera, perchè il problema di una persona dipendente è di tutta la famiglia.