Disturbo da shopping (buying-shopping disorder – BSD)

Lo Shopping compulsivo 0 BSD è stato descritto da oltre 100 anni e rappresenta un disagio psicologico e comportamentale caratterizzato da una tendenza a manifestare vere e proprie crisi di acquisto, anche in forma maniacale al punto che, inizialmente fu descritta come oniomania o mania del comprare. Ci si riferisce pertanto ad una situazione di estrema preoccupazione della persona nei riguardi dello shopping e con impulsi all’acquisto vissuti come irresistibili e ricorrenti eccessi di compera disadattivi che portano a disagio e instabilità.
Ciononostante il BSD non è incluso nel DSM-5 (5th edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders(*)) e nella più recente 11th revisione del ID-11 (International Classification of Diseases(**)). Nel DSM-5 la spesa eccessiva “excessive spending” è citato come un esempio dei comportamenti impulsivi dei disturbi della personalità borderline. Più genericamente negli ultimi trent’ anni il BSD è stato considerato come un sottotipo dei disturbi ossessivo-compulsivi, ovvero un disturbo del controllo degli impulsi, o come una dipendenza comportamentale.

Una meta-analisi del 2016 (***), che ha analizzato 40 studi realizzati negli Stai Uniti, Europa, Cina, India e Brasile, portanti 49 differenti stime per più di 32.000 soggetti, stima una prevalenza media di BSD nella popolazione adulta del 4,9% (3,4-6,9%). La meta-analisi ha preso in considerazione anche uno studio italiano del 2011 realizzato su 2.853 studenti universitari dove la prevalenza di BSD era stimata all’11,3%. La prevalenza di BSD è risultata più alta in tutti gli studi su studenti universitari 8,3% (5,9% – 11,5%). La maggior parte degli studi rilevavano anche una prevalenza maggiore di BSD nella popolazione adulta femminile mentre non si rilevavano differenze di genere significative nei giovani.
Anche per questa meta-analisi la difficoltà maggiore nella comparazione degli studi ha riguardato i diversi strumenti di rilevazione (screening test) e i cut-off utilizzati, la metodologia di rilevazione, la rappresentatività del campione esaminato per genere e fasce di età, il disegno sperimentale degli studi che indagava sul vissuto o sul contemporaneo.

Bibliografia:

(*) Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto anche con la sigla DSM (dall’inglese Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders)

(**) La classificazione ICD (dall’inglese International Classification of Diseases; in particolare, International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death) è la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, stilata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS-WHO).

(***) Aniko Maraz, Mark D. Griffiths, Zsolt Demetrovics. The prevalence of compulsive buying: a meta-analysis. Addiction 111; 408-419