La dipendenza è una patologia cronica e ricorrente del cervello. Si basa sulla ricerca di sollievo attraverso il consumo o l’uso di sostanze o altri comportamenti simili. Lo sviluppo di questo comportamento implica per la persona dipendente l’incapacità di controllarlo, la difficoltà di astenersi, il desiderio di consumo, il ridotto riconoscimento dei problemi derivanti dalla dipendenza e dalle relazioni interpersonali, nonché una risposta emotiva disfunzionale. Ciò crea problemi nella vita della persona dipendente, pregiudicando la qualità di vita.
I sintomi variano in base alla dipendenza e alle caratteristiche individuali della persona. In ogni modo, ci sono diversi sintomi comuni nella maggior parte dei casi di dipendenza:
- Perdita di controllo del consumo, con episodi di uso compulsivo che pregiudicano la vita della persona in generale
- Umore triste
- Irritabilità
- Deterioramento della qualità di vita
- Negazione o autoinganno
- Ansia
- Craving (desiderio incontrollabile della sostanza o dell’azione)
- Eccessiva preoccupazione o inquietudine
- Insonnia
- Senso di colpa
Da cosa nasce una dipendenza? Solitamente le cause sono di natura biologica o ambientale-psicologica.
Le cause biologiche delle dipendenze, come abbiamo visto, si legano al sistema cerebrale della ricompensa: numerose ricerche riconoscono nella dopamina, e nel suo sistema di ricompensa, l’innesco della dipendenza.
I fattori ambientali e psicologici che possono essere causa delle dipendenze sono diversi.. La dipendenza può verificarsi a causa:
- di abusi e traumi infantili, ma anche dell’influenza del proprio gruppo sociale o le condizioni culturali e socio-economiche. Come afferma L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), anche l’esperienza pandemica da Covid-19 ha inciso sul consumo di sostanze
- di disturbo bipolare, depressione o disturbo post traumatico da stress (PSTD). Rispetto quest’ultimo punto è interessante la ricerca condotta da Nick E. Goeders, professore alla Louisiana State University.
Le sostanze che possono determinare dipendenza sono:
- l’alcol;
- la caffeina;
- la cannabis;
- gli allucinogeni;
- gli inalanti;
- gli oppioidi (recentemente è stato lanciato un allarme internazionale per la diffusione del Fentanyl che negli Stati Uniti solo nel 2022 è stato responsabile della morte di 100 mila persone);
- i sedativi come i farmaci per indurre il sonno e per ridurre l’ansia;
- gli stimolanti come la cocaina, ma anche le anfetamine molto diffuse tra i giovani per la loro capacità di incrementare le capacità di attenzione, memoria e pensiero e di ridurre la fame;
- il tabacco;
- altre sostanze non presenti in elenco, ma che hanno un effetto sul sistema nervoso centrale.
Si può inoltre diventare dipendenti dal Gioco d’Azzardo, dal sesso, dal Gioco in Internet, dallo Shopping. Anche alcuni tipi di cibo di produzione industriale che hanno una particolare composizione di zuccheri, grassi e sale possono determinare dipendenza.
In altre parole quando si assume una sostanza o si mette in atto un comportamento come quelli citati qui sopra, vengono attivate delle strutture cerebrali in grado di dare sensazioni ed emozioni positive ed annullare quelle negative. Il cervello memorizza l’associazione tra la sostanza (o il comportamento) e questo stato di benessere e tende a ripercorrere compulsivamente lo stesso “percorso” comportamentale per ripristinare questo stato di benessere.
Altri elementi che identificano la dipendenza sono i sintomi di astinenza e la tolleranza. I primi possono essere sia fisici che psicologici e determinano un’intensa sofferenza quando non viene assunta la sostanza o non può essere svolta l’attività oggetto della dipendenza. La seconda riflette la capacità del sistema nervoso di ridurre l’effetto della sostanza con un meccanismo di feedback negativo che riduce i recettori per quella sostanza sui neuroni. E allora si potrebbe pensare: qual è il problema? L’organismo si regola da solo. No non è così, perché come detto la mente memorizza le emozioni e le sensazioni positive legate all’assunzione della sostanza e tende a ricercarle. Dato però che l’effetto della sostanza si è depotenziato a causa della tolleranza, l’unico modo per ritrovare il piacere iniziale è aumentare la dose. (Articolo scritto dal Dott. Lelio Bizzarri)